Da Stravinskij a Verdi, da Anna Netrebko a Cecilia Bartoli: la stagione 2026/2027 del Costanzi intreccia tradizione e innovazione con 20 spettacoli, nuove produzioni, danza internazionale e il ritorno del Teatro Valle
La musica come esperienza capace di travolgere, emozionare e trasformare. È racchiuso nel verso di Lucia di Lammermoor – «Il dolce suono mi colpì» – il manifesto della stagione 2026/2027 del Teatro dell’Opera di Roma, un cartellone che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici e che schiera alcuni dei più importanti protagonisti della scena internazionale.
A guidare il percorso artistico è il direttore musicale Michele Mariotti, artefice di una programmazione che attraversa tre secoli di storia musicale e che inaugura un nuovo ciclo destinato a proseguire con The Rake’s Progress nel 2026, La clemenza di Tito nel 2027 e Don Carlos nel 2028.
Stravinskij apre la stagione: debutti, riscoperte e grandi ritorni
L’apertura del 27 novembre è affidata a The Rake’s Progress di Igor Stravinskij, assente dal Costanzi da quasi sessant’anni. Sul podio Mariotti, mentre la regia porta la firma dell’innovativo Rafael R. Villalobos. Protagonisti Lawrence Brownlee, Jennifer Larmore, Daniela Barcellona, Alex Esposito e la giovane rivelazione Rosalia Cid.
Il cartellone operistico alterna nuove produzioni, allestimenti storici e titoli amatissimi. Torna Andrea Chénier di Umberto Giordano con la regia di Marco Bellocchio, Daniel Oren sul podio e un cast stellare formato da Sonya Yoncheva, Brian Jagde e Ludovic Tézier.
Grande attesa anche per la nuova Lucia di Lammermoor affidata alla regista-coreografa Karole Armitage. Sul palco Jessica Pratt e Gilda Fiume nel ruolo della protagonista, accanto a Xabier Anduaga, René Barbera e Michele Pertusi.
Pier Luigi Pizzi torna invece con il suo celebre allestimento de I due Foscari, interpretato da Nicola Alaimo, mentre Robert Carsen firma il ritorno romano di Iphigénie en Tauride di Gluck dopo quarant’anni di assenza, con Axelle Fanyo, Alessio Arduini e Julien Behr.
Tra gli eventi più significativi spicca il debutto assoluto al Costanzi di Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Dmitrij Šostakovič, affidata alla visionaria regia di Barrie Kosky e alla direzione di Juraj Valčuha.
Il repertorio verdiano trova nuova linfa in un inedito Trovatore diretto da Nicola Luisotti e firmato dal giovane regista Daniele Menghini, con Marina Rebeka, Vasilisa Beržhanskaya, Vittorio Grigolo, Angelo Villari ed Ekaterina Semenchuk.
Dopo ventisei anni torna La rondine di Puccini nella lettura scenica di Andrea Bernard, con Ermonela Jaho e Francesco Meli protagonisti.
A chiudere la stagione sarà La Cenerentola di Rossini, firmata da Mario Martone e diretta da Michele Mariotti, in scena nel restaurato Teatro Valle, luogo della prima assoluta dell’opera nel 1817.
Due serate-evento con Netrebko e Bartoli
Tra gli appuntamenti più prestigiosi figurano due concerti unici.
Il 4 dicembre Anna Netrebko interpreterà per la prima volta in Italia Judit ne Il castello del principe Barbablù di Béla Bartók accanto ad Alexander Köpeczi, con la Hungarian Radio Symphony Orchestra diretta da Henrik Nánási.
Il 27 maggio 2027 Cecilia Bartoli celebrerà quarant’anni di carriera tornando nel teatro dove debuttò. Lo farà con Il barbiere di Siviglia di Rossini nel ruolo di Rosina, accompagnata da Les Musiciens du Prince – Monaco diretti da Gianluca Capuano.
Danza: da Čajkovskij a Mahler, fino alla contemporaneità
Anche la stagione di danza conferma l’ambizione internazionale del Teatro dell’Opera di Roma.
Le festività natalizie saranno illuminate da Il lago dei cigni con Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov e Paul Marque.
John Neumeier torna al Costanzi con la sua monumentale Terza Sinfonia di Mahler, impreziosita dalla presenza straordinaria di Alina Cojocaru.
La contemporaneità trova spazio nel trittico Motus, che riunisce Nicolas Blanc, Wayne McGregor e Alexander Ekman, mentre il grande repertorio classico rivive con Don Chisciotte interpretato da Marianela Nuñez e Daniil Simkin.
Nuova produzione anche per Raymonda, affidata a Jean-Guillaume Bart, mentre il Teatro Nazionale ospiterà Echoes, trittico contemporaneo con coreografie di Rafael Bonachela, Sharon Eyal e Diego Tortelli.
Il Teatro Nazionale tra Bernstein e nuove creazioni
Tra le sorprese della stagione spicca la prima italiana in forma scenica di Peter Pan di Leonard Bernstein, con Luca Micheletti regista e protagonista accanto a Roberto Latini.
Spazio poi alla formazione con Le Cenerentole, affidata agli artisti del programma “Fabbrica” Young Artist Program, e alla contemporaneità con Code: Unknown di Nicola Sani, nuova commissione dell’Opera di Roma dedicata ai temi dell’inclusione e della neurodivergenza.
Un teatro che esce dai suoi confini
La stagione 2026/2027 non si limita al palcoscenico. Tornano infatti i progetti che negli ultimi anni hanno ridefinito il rapporto tra il Teatro e la città: OperaCamion, Linea Opera, Una notte a teatro, Cantamondo e numerose iniziative dedicate all’accessibilità, all’inclusione sociale e alla partecipazione culturale.
Un’idea di teatro diffuso, aperto e condiviso che accompagna una programmazione capace di mettere in dialogo Stravinskij e Puccini, Rossini e Šostakovič, il balletto classico e la ricerca contemporanea.
Con grandi star, giovani talenti e nuove produzioni, l’Opera di Roma costruisce così una stagione che non si limita a celebrare il repertorio, ma lo reinventa, trasformando il Costanzi in uno dei laboratori artistici più vitali d’Europa.
Roberto Puntato