A Villa Borghese la grande equitazione internazionale diventa esperienza culturale, sostenibile e gastronomica: protagonista anche la cucina stellata del Moma firmata dallo chef Andrea Pasqualucci
C’è un momento, ogni anno, in cui Roma cambia ritmo. Le carrozze immaginarie della memoria sembrano attraversare Villa Borghese, l’eleganza torna protagonista e Piazza di Siena si trasforma nel salotto più raffinato della Capitale. Quest’anno, però, l’atmosfera ha un sapore ancora più speciale: la 93ª edizione del Concorso Internazionale di Salto Ostacoli di Roma – Piazza di Siena “Master d’Inzeo” celebra infatti cento anni dall’ingresso nel prestigioso calendario internazionale FEI, scrivendo un nuovo capitolo di una storia che appartiene non solo allo sport, ma all’identità stessa della città.
Per cinque giorni l’Ovale di Villa Borghese diventa il centro di un universo sospeso tra sport, mondanità, arte e tradizione. Un appuntamento che richiama il jet set internazionale, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, appassionati di equitazione e volti del mondo dello spettacolo, tutti accomunati dal fascino senza tempo di una manifestazione capace di conservare intatta la propria anima aristocratica pur guardando al futuro.
Piazza di Siena non è soltanto una competizione sportiva: è un modello virtuoso di come i grandi eventi possano dialogare armoniosamente con il territorio. L’organizzazione condivisa tra FISE e Sport e Salute ha dato vita ancora una volta a una manifestazione definita dalle istituzioni un esempio di sostenibilità sportiva e rispetto ambientale. Nessuna colata di cemento, nessuna invasione permanente: ogni struttura è pensata per integrarsi con discrezione nell’ambiente storico di Villa Borghese, mentre gli utili dell’evento vengono reinvestiti nella tutela, manutenzione e valorizzazione del parco monumentale più amato dai romani.
Ed è proprio in questa visione di equilibrio tra eccellenza e responsabilità che si inserisce una delle novità più raffinate dell’edizione 2026: la presenza del ristorante stellato Moma, che per l’occasione si trasforma in un esclusivo temporary restaurant affacciato sul campo gara.
Da giovedì a domenica, all’ora di pranzo, la cucina dello chef Andrea Pasqualucci accompagnerà gli ospiti in un percorso gastronomico costruito attorno a stagionalità, ricerca e valorizzazione dei piccoli produttori locali. Una filosofia che dialoga perfettamente con lo spirito green della manifestazione.
I menu ideati per Piazza di Siena raccontano una cucina contemporanea ma profondamente italiana, dove tecnica e leggerezza convivono con naturalezza. Piatti intensi e materici come le animelle di vitello al fieno con agretti, bagna cauda e salsa cacciatora convivono con creazioni più delicate e marine come le tagliatelle di seppia alla puttanesca o il merluzzo con salsa allo scalogno. Grande attenzione anche alle proposte vegetariane, pensate non come alternative ma come protagoniste assolute del menu: dalla terrina di melanzane alla parmigiana con gazpacho di pomodoro e gelato al parmigiano fino ai tortelli di stracchino stagionato, mandorle e limone nero.
Anche il dessert segue la stessa filosofia narrativa. I grandi classici della tradizione romana e partenopea – maritozzo, babà e zabaione – vengono reinterpretati in chiave contemporanea, con consistenze leggere e fresche pensate per accompagnare le giornate primaverili di Villa Borghese.
“Essere presenti a Piazza di Siena rappresenta per noi un’emozione autentica”, racconta lo chef Andrea Pasqualucci. “È un contesto straordinario, dove sport, bellezza e cultura convivono in modo unico. Portare qui la cucina del Moma significa condividere la nostra idea di ospitalità con un pubblico internazionale e contribuire a rendere ancora più memorabile l’esperienza di questa manifestazione”.
E così, mentre i migliori cavalieri del mondo si sfidano sul prato più elegante d’Italia, Roma celebra ancora una volta la propria capacità di unire tradizione e innovazione, spettacolo e sostenibilità, sport e alta cucina. Perché Piazza di Siena, oggi più che mai, non è soltanto un evento: è uno stile.
Roberto Puntato