Al cinema dal 26 novembre distribuito da The Walt Disney Company Italia
Dopo quasi un decennio di attesa, Zootropolis torna sul grande schermo con un secondo capitolo che conferma – e in alcuni momenti supera – la forza del suo predecessore. Il nuovo film riprende esattamente da ciò che aveva reso iconico l’originale del 2016: un mondo vibrante, un cast di personaggi irresistibili e soprattutto una riflessione profonda, mai pesante, sulla convivenza tra individui diversi. Questa volta, però, la lente si sposta su aspetti più intimi e complessi delle relazioni, senza rinunciare allo sguardo politico e sociale che ha reso la saga così amata da un pubblico trasversale.
Ritroviamo Judy Hopps e Nick Wilde ormai membri effettivi della polizia cittadina, ma la loro affiatata collaborazione mostra presto qualche crepa. L’irruenza di Judy e l’approccio più cauto – e sarcastico – di Nick finiscono per metterli nei guai, al punto da essere spediti in una improbabile terapia di coppia. Nel frattempo, un nuovo caso scuote la città: una serie di aggressioni fa ricadere i sospetti sui rettili, banditi da Zootropolis molti anni prima in seguito a eventi oscuri. La vicenda, tutt’altro che lineare, scoperchia vecchie ferite e mette alla prova la fiducia tra i due protagonisti.
Il film riprende le tematiche del primo capitolo ma le approfondisce con una maturità nuova, pur conservando leggerezza e ironia. La questione della diversità, stavolta, è esplorata attraverso dinamiche di gruppo e senso di appartenenza, mentre il destino dei rettili rimanda chiaramente a pagine dolorose della storia reale: minoranze perseguitate, narrazioni riscritte dal potere, comunità costrette ai margini. Senza mai diventare un film “a tesi”, Zootropolis 2 suggerisce parallelismi evidenti e lascia allo spettatore il compito di interpretarli.
Accanto al sottotesto più adulto, l’avventura scorre con il ritmo brillante tipico dei Disney Animation Studios. Gag fisiche, battute intelligenti, momenti di pura tenerezza e un’animazione sorprendentemente raffinata contribuiscono a rendere il film accessibile ai più piccoli senza perdere profondità. I progressi tecnici sono notevoli: modelli più dettagliati, una regia fluida e una fotografia che valorizza ogni ambiente – dalla metropoli brulicante alle distese ghiacciate – costruiscono un mondo credibile e ricco di vita.
Il cuore del film resta comunque la relazione tra Judy e Nick. Gli autori giocano con ironia sul confine tra amicizia e qualcosa di più, consapevoli dell’affetto che il pubblico nutre per questa coppia così improbabile eppure così complementare. La loro evoluzione emotiva è trattata con una cura che dà peso a ogni sguardo, esitazione o gesto di fiducia, rendendo il climax particolarmente coinvolgente.
Zootropolis 2 è, in definitiva, un’opera che unisce spettacolo e riflessione con naturalezza. Una favola moderna che parla di inclusione, paure ataviche e seconde possibilità, senza rinunciare al divertimento. In un panorama animato spesso diviso tra nostalgia e innovazione, questo sequel ricorda quanto gli Studios Disney sappiano ancora creare mondi capaci di far sognare e, al tempo stesso, invitare a osservare il nostro con occhi più consapevoli.
Alberto Leali