Al cinema dal 3 settembre con Eagle Pictures
E se dopo vent’anni di matrimonio scoprissi che tua moglie non ha mai provato un orgasmo? Per Thomas è uno schiaffo alla propria idea di coppia, ma anche l’inizio di una sorprendente seconda possibilità. Invece di trasformare quella confessione in una distanza, decide di farne una sfida: capire, insieme a Fanny, che cosa significhi davvero desiderare.
Reem Kherici parte da uno spunto curioso e da una storia vera, quella che ruota intorno alla nascita del Womanizer, per costruire una commedia che prova a parlare di piacere femminile, intimità e sessualità nella maturità. Ed è proprio qui che Fammi il piacere trova la sua carta migliore: raccontare il corpo e il desiderio quando il cinema, troppo spesso, sembra averli già consegnati alla pensione.
Alexandra Lamy e François Cluzet sono il cuore del film. La loro complicità rende credibile una coppia che, dopo anni di abitudini condivise, scopre di avere ancora territori inesplorati. La ricerca dell’orgasmo diventa così anche una ricerca reciproca: imparare ad ascoltarsi, a mettersi in discussione, persino a ridere delle proprie goffaggini.
Peccato che il film non abbia sempre il coraggio delle sue premesse. Quando potrebbe diventare una commedia intelligente sul desiderio, sulla comunicazione e sulla possibilità di reinventarsi a qualsiasi età, scivola spesso nel grottesco, negli equivoci e in una comicità un po’ prevedibile. Alcune gag sembrano appartenere a un cinema già visto, mentre una confezione troppo levigata finisce per togliere autenticità a una storia che avrebbe meritato maggiore ruvidità.
Anche i personaggi secondari e il rapporto con la figlia restano in superficie, sacrificati alle esigenze della commedia. Eppure, sotto questa patina, rimane qualcosa di interessante: l’idea che l’intimità non sia una destinazione raggiunta una volta per tutte, ma un territorio da continuare a esplorare.
Fammi il piacere non è dunque la rivoluzione sessuale che promette di essere, ma una commedia garbata e coraggiosa nel mettere al centro un argomento ancora poco frequentato. Il suo merito più grande è ricordarci che il desiderio non scade con l’età e che, talvolta, per ritrovare l’altro bisogna prima avere il coraggio di ammettere di non essersi mai conosciuti fino in fondo.
Alessandra Broglia