Da Gregory Porter a Moby, da Diana Krall a Jean-Michel Jarre: sei giorni di concerti, contaminazioni e grandi eventi trasformano il centro storico in una spettacolare città della musica
Per una settimana Modena smetterà di essere soltanto una delle capitali italiane del gusto e dei motori. Dal 13 al 18 luglio diventerà infatti un immenso laboratorio sonoro a cielo aperto, un crocevia internazionale dove jazz, elettronica, soul, pop, rock e avanguardia si incontrano sotto le stelle.
Dopo oltre trent’anni di successi in Germania, il prestigioso Jazz Open sceglie l’Emilia-Romagna per il suo debutto italiano. Un approdo che non rappresenta semplicemente l’arrivo di un nuovo festival, ma l’esportazione di un modello culturale che negli anni ha conquistato decine di migliaia di spettatori e ospitato alcune delle figure più influenti della musica mondiale.
La filosofia resta quella che ha reso celebre la manifestazione ideata da Jürgen Schlensog: “Jazz & Beyond”, un’esperienza capace di andare oltre i confini dei generi e delle etichette, mettendo in dialogo tradizione e innovazione, leggende internazionali e nuove frontiere sonore.
Piazza Roma diventa un’arena internazionale
Il cuore pulsante del festival sarà Piazza Roma, trasformata per l’occasione in una grande arena scenografica dominata dalla magnificenza del Palazzo Ducale. Qui sorgerà un imponente main stage progettato per accogliere produzioni internazionali di altissimo livello, con tecnologie audiovisive all’avanguardia e configurazioni capaci di adattarsi a ogni spettacolo, dai concerti più raccolti alle grandi notti da vivere in piedi e ballare fino all’ultimo brano.
Ad inaugurare il festival, il 13 luglio, saranno due autentiche icone del jazz contemporaneo: Gregory Porter e Diana Krall. Due artisti che incarnano eleganza, raffinatezza e profondità interpretativa, protagonisti di una serata destinata ad aprire il festival nel segno della grande classe.
Il giorno successivo il viaggio musicale cambia completamente direzione con l’arrivo di Moby, attesissimo per la sua unica data italiana. Figura chiave dell’elettronica mondiale, autore di album che hanno segnato intere generazioni, il musicista americano porterà a Modena il suo universo sonoro sospeso tra introspezione, sperimentazione e pulsioni dance.
Il 15 luglio sarà invece il momento della notte più esplosiva dell’intero festival. Da una parte Parov Stelar, l’artista che ha reinventato lo swing trasformandolo in un fenomeno globale da dancefloor; dall’altra i Meute, straordinaria marching band tedesca che ha rivoluzionato il linguaggio della techno sostituendo sintetizzatori e consolle con fiati e percussioni.
L’atmosfera si farà nuovamente elegante il 16 luglio con Jamie Cullum e Joss Stone, due protagonisti assoluti della scena britannica capaci di abbattere le barriere tra jazz, pop, soul e rhythm & blues.
Spazio alla grande canzone italiana il 17 luglio con Luca Carboni, che torna a Modena per una serata dal forte valore simbolico e affettivo, mentre il gran finale del 18 luglio sarà affidato a uno dei più grandi innovatori della musica contemporanea: Jean-Michel Jarre. Il pioniere francese dell’elettronica chiuderà il festival con un imponente spettacolo immersivo tra laser, immagini monumentali, tecnologia e musica, nel pieno delle celebrazioni per i cinquant’anni di “Oxygène”, il disco che ha cambiato la storia del genere.
Il jazz nel suo habitat naturale
Se Piazza Roma rappresenta la dimensione spettacolare del festival, il Baluardo sarà il luogo dedicato all’esplorazione più autenticamente jazzistica.
In questo spazio ricco di fascino si alterneranno alcune delle personalità più interessanti della scena contemporanea: dalla brillante vocalist britannica Emma Smith alla pianista Francesca Tandoi, passando per il trombettista Andrea Sabatino, il raffinato trio inglese Mammal Hands, il pianista americano Aaron Parks e il chitarrista senegalese Hervé Samb, protagonista di un originale incontro tra jazz moderno e tradizioni musicali dell’Africa occidentale.
Una programmazione pensata per chi ama l’improvvisazione, la ricerca e l’evoluzione continua di un linguaggio musicale che non smette mai di reinventarsi.
Dove il futuro prende forma
Accanto ai grandi nomi e ai concerti jazz, Jazz Open Modena apre una finestra privilegiata sulle nuove tendenze musicali grazie agli Open Stages ospitati nel Giardino Ducale Estense.
Qui l’accesso sarà gratuito e il programma racconterà le traiettorie più innovative della musica contemporanea. Sul palco saliranno artisti capaci di attraversare territori sonori in continua trasformazione: dall’estetica cinematografica di Alex Fernet all’electro-punk militante di R.Y.F., passando per l’eclettismo irriverente degli Sleap-e, le architetture sonore di Laura Agnusdei, le contaminazioni house e black music di Godblesscomputers fino ai visionari C’Mon Tigre, collettivo che negli ultimi anni ha costruito uno dei progetti più originali e internazionali della scena italiana.
Un festival che guarda oltre la musica
Jazz Open Modena nasce anche come progetto di valorizzazione urbana e culturale. I numeri raccontano già una dimensione internazionale: una quota significativa del pubblico arriverà dall’estero e da molte regioni italiane, trasformando la manifestazione in un potente motore per il turismo e l’economia locale.
Alberghi, ristoranti, attività commerciali e operatori culturali saranno coinvolti in un grande ecosistema che farà della città un luogo di incontro tra linguaggi, persone e culture differenti.
Più che un semplice festival, Jazz Open Modena si presenta come una nuova idea di esperienza urbana: una settimana in cui la musica invade piazze, giardini e luoghi storici, trasformando la città in un organismo vivo che pulsa al ritmo della creatività internazionale.
Per sei giorni, il centro di Modena non sarà soltanto una location. Sarà il palcoscenico di una visione.
Roberto Puntato