Dal 2 al 12 settembre il Lido ospita l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Tra grandi ritorni, star internazionali, documentari-evento e nuove voci del cinema mondiale, un festival che racconta guerre, crisi, identità e speranze
Quattromilacinquecento film visionati per costruire un programma che non vuole soltanto intrattenere, ma leggere il mondo. È da questa selezione monumentale che nasce l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre al Lido, con la direzione artistica di Alberto Barbera e la presidenza di Pietrangelo Buttafuoco.
Ad aprire il festival sarà “Ink” di Danny Boyle, mentre la chiusura sarà affidata a “Dio ride” di Giovanni Veronesi. Nel mezzo, venti film in Concorso, diciannove nella sezione Orizzonti, grandi documentari, serie televisive, cortometraggi e un mosaico di opere che, come ha sottolineato Barbera, confermano il cinema come “straordinario strumento di conoscenza del reale”. Un mezzo capace di trasformare guerre, cambiamenti climatici, conflitti sociali e crisi personali in racconti che aiutano a comprendere il nostro tempo.
A presiedere la giuria internazionale sarà Maggie Gyllenhaal, presente anche come regista del cortometraggio “Flesh Impact”, interpretato da Ellen Burstyn, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi. Proprio Ellen Burstyn riceverà il Leone d’Oro alla carriera insieme a George Clooney, mentre le cerimonie di apertura e chiusura saranno condotte da Greta Scarano e Nicolas Maupas.
Il Concorso: il ritorno dei grandi autori
Ad aprire la competizione sarà “Ink” di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy, ambientato nell’universo spietato del giornalismo scandalistico britannico.
Tra i titoli più attesi figura “Bunker” di Florian Zeller, con Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger, storia di una coppia emigrata a Londra la cui vita cambia quando lui, architetto, riceve l’incarico di progettare un bunker antiatomico.
Grande curiosità anche per il ritorno di Nanni Moretti, assente dal concorso veneziano dal 1989. Presenta “Succederà questa notte”, interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e dallo stesso Moretti.
Robert Pattinson è il protagonista di “Primetime” di Lance Oppenheim, insieme a Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers, thriller psicologico definito da Barbera “molto inquietante”.
Sono ben cinque i film italiani in gara. Oltre a Moretti, arrivano:
- “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro, con Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon, tratto dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.
- “L’estranea” di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, un horror che punta a superare i confini del genere.
- “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis, con Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno, tratto dal memoir di Antonio Franchini.
- “Ritorno a Buenos Aires” di Marco Bechis, con Adriano Giannini, nei panni di un ex internato chiamato a testimoniare contro i propri torturatori.
Il concorso ospita inoltre Martin McDonagh, autore di “Wild Horse Nine”, interpretato da John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits e Parker Posey.
Dopo anni di silenzio torna Lee Chang-dong con “Ga-neung-han sa-rang (Possible Love)”,, mentre Hirokazu Koreeda presenta “Look Back”, adattamento di un celebre manga dedicato all’amicizia tra due adolescenti.
Werner Herzog dirige Kate e Rooney Mara in “Bucking Fastard”, affiancate da Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, ispirandosi alla vera storia delle gemelle Chaplin.
Tra le opere più monumentali c’è “Dau” di Ilya Khrzhanovsky, dedicato al fisico sovietico Lev Landau, con una durata di 210 minuti.
Stéphane Brizé porta “Un bon petit soldat”, con Alba Rohrwacher e Vincent Lindon, mentre l’iraniano Ali Asgari presenta “Kami nour (A Bit of Light)”.
Debutto veneziano da regista per Casey Affleck con “Company”, racconto corale che attraversa oltre un secolo di storia americana.
Completano il concorso “Mr. Nelson, Did You Kill People?” di Shinya Tsukamoto, con Rodney Hicks, Geoffrey Rush, Mark Merphy, Tatyana Ali e Lily Franky; “Un peu avant minuit” di Nicolas Pariser, interpretato da Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni, Golshifteh Farahani, Léonie Simaga, Clara Pacini, Anaïs Demoustier e Micha Lescot; “Woman Unknown” di May el-Toukhy e “15/18 A Place to Heal” di Cédric Kahn.
Orizzonti: nuove prospettive e debutti
La sezione Orizzonti si apre con “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi, dedicato alla fotografa Gerda Taro.
Debutta alla regia Anna Foglietta con “Una storia”, interpretato da Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Caterina Casini ed Elio De Capitani.
Tra gli italiani anche “La città dei vivi” di Edoardo Gabbriellini, tratto dal libro di Nicola Lagioia, con Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Valerio Mastandrea, Simona Senzacqua e Roberta Mattei, e “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, interpretato da Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Andrea Aggio e Luigi Diberti.
Fuori concorso: grandi firme e grandi interpreti
Tra i titoli più attesi figura “Nessun dolore” di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea.
Arriva anche “Father Joe” di Barthélémy Grossmann, scritto con il contributo di Luc Besson, interpretato da Kiefer Sutherland, Ever Anderson e Al Pacino.
Mario Martone presenta “Scherzetto”, con Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Giovanni Ludeno e Gianluca Di Gennaro.
Tra gli eventi più emozionanti c’è “Place to Be” di Kornél Mundruczó, ultima interpretazione cinematografica di Ellen Burstyn, affiancata da Taika Waititi, Pamela Anderson, Murray Bartlett e David Wenham.
Paul Schrader firma “The Basics of Philosophy”, con Jack Huston, Sofia Boutella, Daniel Zovatto, Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso.
Completano il programma “Jupiter” di Alexandre Smia e il film di chiusura “Dio ride” di Giovanni Veronesi, interpretato da Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi.
Documentari: sette ore con Bertolucci, Musk e la reunion degli Oasis
Anche il documentario trova uno spazio di assoluto rilievo. Russell Crowe dirige “What Love Builds”, autobiografia incentrata sul suo rapporto con la musica. Alex Gibney firma “Musk”, lungo ritratto di oltre tre ore e mezza dedicato a Elon Musk.
Arrivano inoltre “The Road to Jericho” di Amos Gitai, “Oasis: Don’t Look Back in Anger” di Dylan Southern e Will Lovelace, che seguirà la reunion dei fratelli Gallagher, e “Be Brave” di Francesco Carrozzini, dedicato a Renzo Rosso, primo lungometraggio interamente rielaborato attraverso l’intelligenza artificiale.
Evento nell’evento sarà “Joie de vivre” di Luca Guadagnino, monumentale documentario di 435 minuti sul cinema di Bernardo Bertolucci.
Serie, cortometraggi e Venezia Spotlight
Tra le serie debutta “Peccato”, diretta da Valerio Vestoso e scritta e interpretata da Emanuela Fanelli, con un cast corale che comprende, tra gli altri, Francesca Archibugi, Caterina Balivo, Anna Bonaiuto, Alessandro Borghi, Geppi Cucciari, Fabio Fazio, Sabrina Ferilli, Giovanni Floris, Gabibbo, Paolo Genovese, Maccio Capatonda, Gigi Marzullo, Valerio Mastandrea, Angela Melillo, Stefania Orlando, Ferzan Özpetek, Malcolm Pagani, Tullio Solenghi, Paolo Virzì, Tommaso Zorzi e Paola Cortellesi.
Tra i cortometraggi spicca ancora “Flesh Impact” di Maggie Gyllenhaal.
La sezione Venezia Spotlight sarà inaugurata da “Sumo: Spirit Weighs Nothing” di Erik Shirai. Tra gli italiani arriva “Serpenti” di Roberto De Paolis Maino, con Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino, mentre Gael García Bernal torna dietro la macchina da presa con “Hombre al agua”, interpretato da Esmeralda Pimentel, Débora Nascimento, Jorge Salinas, Natalia Oreiro e Anna Díaz, oltre allo stesso regista.
Le sezioni parallele: nuovi autori e nuove storie
Le Giornate degli Autori, dedicate quest’anno alla memoria di Giorgio Gosetti, propongono dieci film in concorso provenienti da tutto il mondo, con una forte presenza femminile e tredici produzioni italiane. Tra i titoli più attesi spiccano “Balcanica”, opera prima di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis, “My Notes on Mars” di Lili Horvat, “Agata the Writer” di Kuba Dorabialski, il documentario “Carla Lonzi, Dentro e Fuori dal Mondo” di Francesca Archibugi e il musical queer “Peau d’homme” di Léa Domenach con Catherine Deneuve.
La Settimana Internazionale della Critica, giunta alla sua 41ª edizione, conferma la vocazione verso il cinema emergente con sette opere prime in concorso, aperte da “Il Grande Giaffa” di Marco Santi e chiuse da “Rider” di Roan Johnson e Davide Pavanello. Tra i temi affrontati figurano intelligenza artificiale, crisi climatica, identità, migrazioni, disabilità, memoria storica e trasformazioni sociali, confermando la SIC come uno dei principali laboratori internazionali dedicati ai nuovi talenti del cinema.
Mai come quest’anno Venezia sembra voler raccontare un mondo attraversato da confini sempre più mobili: geografici, politici, culturali e persino interiori. Un festival che non rincorre soltanto il glamour del red carpet, ma utilizza il linguaggio del cinema per interrogare il presente e immaginare il futuro.
Federica Rizzo